LA TRAMA

Diego non è un bravo ragazzo.
È il maschio Alpha del branco. Ha la ragazza più carina che è orgogliosa di stare con lui. A lui lei piace perché è una tosta e si fa rispettare.
Quelli che lui chiama amici sono sedotti dalla sua personalità, ammaliati dai suoi modi decisi e spicci, affascinati dal suo coraggio e dalla sua incoscienza.
Diego è cresciuto con un solo pensiero in testa: se sei buono sei fottuto. Come suo padre, che non ha avuto le palle ed è scappato. Diego crede che chi vive nel giusto è solo un illuso che finirà con il soccombere.
La madre ancora ci spera perché sa che Diego è buono, gentile, generoso.
Ma Diego non farà la fine di suo padre. Mai.
E ogni giorno non perde occasione per dimostrare agli altri, ma soprattutto a se stesso, che lui è uno con le palle.

Il Primario non è una brava persona.
Nel giro lo chiamano così perché è stato portantino.
Ma quella è una storia vecchia… morta e sepolta.
Il Primario ha deciso che “il giro” deve diventare roba sua. E non guarda in faccia nessuno. Sa essere spietato da far paura.
Solo così la gente lo rispetterà.
Da Casal Bruciato a Pietralata, e giù seguendo la Tiburtina fino a San Basilio e poi più a nord verso Fidene e Prima Porta… Quella è la vera Roma. Non quella dei turisti.
Ed è tutta roba sua… e lo deve rimanere a qualunque costo!

In una Roma spettacolare e periferica, mai vista prima, dove il clima diventa sempre più torrido, si consuma una vendetta incrociata.

Diego con il motorino colpisce con un calcio una serie di specchietti di automobili ferme nel traffico e li spacca. Una bravata. Ma tra quelle automobili c’è la macchina del Primario.
Il Primario non può permettersi questo smacco proprio ora che sta arrivando dove voleva. Comincia così una ricerca forsennata del ragazzo. Una ricerca esagerata, spasmodica, quasi ossessiva.
Diego non immagina che gli uomini del Primario cominciano a braccarlo. Sono criminali spietati e poliziotti corrotti che non mollano l’osso e annusano l’odore della preda da lontano.

Il Primario quando vede qualcosa che vuole, se la prende.

Asia è una bellissima ragazza incontrata in una trattoria. Sensuale e di carattere. Perfetta per finire in bellezza quella serata cominciata male.
E il Primario se la prende.

Asia è la ragazza di Diego.
Diego non si dà pace. La ragazza lo supplica di lasciar perdere, di dimenticare tutto, ma Diego non riesce più a toccarla, sfiorarla, accarezzarla.
Deve trovare quel bastardo che ha preso con la forza la sua Asia.

“Chi semina vento raccoglie tempesta” gli diceva suo padre, ma Diego a questa stronzata ci ha sempre riso sopra.
Ma quando il Primario scopre nome e cognome del ragazzo che cercava…
… Diego capisce che suo padre aveva ragione.


12 Risposte to “LA TRAMA”

  1. […] qui e diteci cosa ne […]

  2. Alla fine di tutto, Diego capirà che in fondo il padre non era un vigliacco e che la vita ti mette di fronte a tanti compromessi.

    La storia personalmente mi attira, ci sono tutti i presupposti per caratterizzare i personaggi immersi nella realtà romana (che poi spero sarà la parte più succulenta di questo film).

    Non vedo l’ora di vederlo, mi eviterei pure il trailer proprio perchè non voglio avere altre anticipazioni..

  3. Quello che dici sul finale lo stai tirando a indovinare, suppongo…

    La realtà romana avrà un ruolo importante nel film, ma come ha dichiarato lo stesso Marco Martani durante la conferenza di fine riprese (presto vi faremo vedere qualcosa), il film potrebbe anche essere ambientato in un’altra città. Le atmosfere sono quelle romane, ma con questo non si intende dire che certa mala esista solo a Roma o che cattivi come il Primario operino solo nella Capitale. Come pure Diego, Asia e i loro amici sono ragazzi che potrebbero tranquillamente vivere in altri luoghi, anche provinciali, non necessariamente in grandi città.

    Non diamo al film limiti geografici-sociologici che in fondo non ha.

  4. tutto quanto comicia con un calcio allo specchietto?
    potevate trovare di meglio.
    penso che si veda che non conoscete questi ambienti.quindi film cosi’ non fateli se non sapete di cosa parlate.

  5. se parli così sei evidentemente il primo a non conoscerli.

  6. Credo che quest’opera finirà male…

  7. boh…roma capitale della malavità è una novità

  8. Forse in certi ambienti di Roma si respira proprio la stessa aria, ma avete mai visto un killer che va ad uccidere una signora con un abito nero e camicia verde pistacchio? Ma proprio voleva che lo notassero proprio tutti??? E poi che dire della parrucca di pessima qualità della Crescentini? E i congiuntivi assolutamente perfetti del ristoratore Cino-vietnamita che sembrava appena uscito da un corso di dizione? Penso che le intenzioni del regista fossero assolutamente nobili, ma è nella cura dei particolari che si da spessore e credibilità ai personaggi. CMQ il finale, forte e di impatto si fa perdonare la scadente sceneggiatura e fotografia.
    SIG. Regista…hai ancora molta strada da fare. FORZA!!!!

  9. caro Marco,
    il film non mi è piaciuto, a me come a altre persone che lo hanno visto.
    non ho la presunzione di elencarti motivi per cui potevi (potevate) fare di meglio. ma ti assicuro che di cose da dire ne avrei.
    in questa sede (la “trama”) volevo solo esprimere la mia preferenza per l’ordine cartesiano utilizzato da te e Sandrone per “Cemento armato”-il-libro, rispetto alla struttura sfaccettata adottata per “Cemento armato”-il-film.
    ma apprezzo il coraggioso tentativo che avete fatto. non è poco nel contesto in cui vi muovete.
    un saluto
    v.

  10. ma in fine diego muore o no??

  11. è qll ke vorrei sapere anke io…avete lasciato la fine aperta kn l’intenzione di dar a ogni spettatore la propria interpretazione, o è solo un flashback?
    xkè direi un flashback, ma se nn sbaglio il letto è qll nuovo e Asia è vestita km nella prima scena, nn km nella sera in cui l’hanno violentata…
    insomma, Diego muore o no??

  12. Dai step non svegliamo particolari per questo non rispondo… Comunque è un gran bel film, è entrato tra i miei preferiti.

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